Cammino solo verso me stesso
Il respiro del mondo mi guiderà
Per ritrovare quel che non è più
Non si va avanti né indietro,
Si scende
In direzione di una caverna di silenzio nel quale io ti troveró.
L' avventura non finisce qui
Il mio destino abbracceró di nuovo
In un porto sereno che sarà il tuo Ciao
sabato 16 febbraio 2013
distacco
Mi sono reso conto di avere sognato la scorsa notte,
un momento di distacco da me stesso me l'ha mostrato
Ho vissuto in una dimensione in cui tutto è l'ombra di ciò che vorrei
e quel che non esiste non mi prendo la briga di ignorarlo.
Vago sentore di abbracci lontani che non ricordo,
parole che non ho udito si mischiano con il calore del cuscino
formando un diffuso senso di lieve nostalgia.
Non ho avuto bisogno di farmi perdonare, perche tutti l'avevano gia fatto;
ero circondato di esistenze parallele, come fiumi deviati verso altri mari.
I letti aridi si rigonfiavano di lacrime per un destino mai avvenuto
e le pendenze della valle li riunivano a me in una tenebra di pace.
Ho sentito il perdono di chi ho fatto soffrire
le carezze di chi ho deluso
le risate di chi non ho saputo divertire
la fiducia di chi ho tradito
e la riconoscenza di chi ho aiutato.
poi ho continuato a guidare
venerdì 11 gennaio 2013
mercoledì 5 dicembre 2012
diario natalizio
Intorno all'albero si riunivano i piccoli sogni che mi vergognavo di avere.
Avevo il viso colorato di splendida e ingenua magia, mentre guardavo i pacchi che nonostante tutto continuavano ad esserci. Un bambino non realizza perché è impegnato a desiderare.
Ho sentito i rumori oltre i suoni e gli odori sotto i profumi. Gli spot dei giocattoli, il pomodoro sul pane e le frasi sottili. In un angolo nascosto germogliava il me di oggi.
Ho letto di avventure, topi, gatti e gabbianelle orfane, fui il sovrano di un regno sotterraneo.
Mia madre mi insegnò l'importanza di un bel momento, come un gelato tra il nulla del quotidiano.
Con mio padre andai a pescare, io non presi nulla, lui mi dedicò tutta la serata. Avevo un cappello verde militare e il suo profilo.
Elena, Carla, compagne di viaggio su altre scialuppe. Viaggiammo a vista dalle rapide al Grande Fiume, insieme.
Continuo a remare.
venerdì 9 novembre 2012
lento vibrare
Il suono dell'impatto di una goccia d'acqua caduta
moltiplicato da trenta silenzi di trenta cattedrali inabitate
un'eco innaturale che non allevia il rumore ma lo amplifica
finché un boato farà crollare le volte, oltre le quali il cielo ti aspetta
ma un insetto mi ronza attorno mentre scrivo,
i nervi mi saltano, il momento passa.
Preda della mia ira, schiavo dell'ansia,
anche un ronzio mi distoglie dalla vita che mi passa avanti.
domenica 14 ottobre 2012
la maniglia e le scarpe
Tra la vista di una porta e l'afferrare della maniglia mi si aprì un solco in faccia, che mi lasciò interdetto a metà di quel gesto.
Ogni certezza più antica di quell'attimo mi parve un racconto udito, che diede spazio a nuove illusioni. Senza aprire quella porta mi trovai sperso , in mezzo alla città tuonante di vuoto.
A quel punto non sentii più freddo nella mano e, voltandomi, scorsi un cinema, una vecchia sala di proiezione ormai chiusa.
Tentai un passo in sua direzione per tentare di vedere il programma, ma non c'erano film da vedere, nessuno in biglietteria. Erano appesi i poster di vecchi grandi successi, attori noti mai conosciuti, luoghi immaginari esistiti davvero.
Non ebbi più voglia di entrare, in quella grotta così familiare.
Avevo un senso di vuoto che non so come mi evidenziò la mancanza, evidente, delle mie scarpe.
Avevo i piedi bagnati del mio sangue, colato da cicatrici ormai chiuse.
Mi sono spaventato, vi dico la verità, non avevo idea di cosa dovessi fare.
Però pensai che prima o poi avrei ritrovato le mie scarpe, strada facendo.
Vidi un'anziano attraversare di fronte a me e controllai se aveva le scarpe ai piedi. Le aveva! a poco a poco che i miei occhi si asciugavano intravedevo sempre più persone, anziani, spettri o bambini, ognuno con le sue scarpe, alcuni le avevano bucate, altre lucide come nuove..
Desiderai tornare sui miei passi per cercare le mie, ma mi resi conto che oramai avevo perduto la strada.
Mi voltai ancora una volta, in una direzione che non era né avanti né indietro, o destra, sinistra..
Non andai mai più in quel vecchio cinema, ma conservai lo stesso tutti i biglietti degli spettacoli che avevo visto da bambino.
sabato 23 giugno 2012
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