domenica 14 ottobre 2012

la maniglia e le scarpe


Tra la vista di una porta e l'afferrare della maniglia mi si aprì un solco in faccia, che mi lasciò interdetto a metà di quel gesto.
Ogni certezza più antica di quell'attimo mi parve un racconto udito, che diede spazio a nuove illusioni. Senza aprire quella porta mi trovai sperso , in mezzo alla città tuonante di vuoto.
A quel punto non sentii più freddo nella mano e, voltandomi, scorsi un cinema, una vecchia sala di proiezione ormai chiusa.
Tentai un passo in sua direzione per tentare di vedere il programma, ma non c'erano film da vedere, nessuno in biglietteria. Erano appesi i poster di vecchi grandi successi, attori noti mai conosciuti, luoghi immaginari esistiti davvero.
Non ebbi più voglia di entrare, in quella grotta così familiare.
Avevo un senso di vuoto che non so come mi evidenziò la mancanza, evidente, delle mie scarpe.
Avevo i piedi bagnati del mio sangue, colato da cicatrici ormai chiuse.
Mi sono spaventato, vi dico la verità, non avevo idea di cosa dovessi fare.
Però pensai che prima o poi avrei ritrovato le mie scarpe, strada facendo. 
Vidi un'anziano attraversare di fronte a me e controllai se aveva le scarpe ai piedi. Le aveva! a poco a poco che i miei occhi si asciugavano intravedevo sempre più persone, anziani, spettri o bambini, ognuno con le sue scarpe, alcuni le avevano bucate, altre lucide come nuove..
Desiderai tornare sui miei passi per cercare le mie, ma mi resi conto che oramai avevo perduto la strada.
Mi voltai ancora una volta, in una direzione che non era né avanti né indietro, o destra, sinistra.. 
Non andai mai più in quel vecchio cinema, ma conservai lo stesso tutti i biglietti degli spettacoli che avevo visto da bambino.

sabato 23 giugno 2012

Amico, questa vita non è la tua. In preda all'accettazione di una vita opprimente Ti trovi al principio di un lungo imbrunire, Al quale la tua necessità non sa arrendersi. Non lasciare che qualcuno o te stesso chiudiate il rubinetto Non permettere al tuo affetto di prendere il sopravvento.

domenica 10 giugno 2012

Vedo ogni giorno i corpi appesantirsi, gli sguardi e i desideri appannarsi. Mentre la rotazione terrestre prosegue inalterata, le vite sulla terra si susseguono, miracolose, insignificanti. Nascite e morti, amori, amicizie, rancori sommersi e indifferenze pigre, tutto amalgamato nella stessa umanità. Quanto dolore sapere che un signor qualunque altro mi vede come io vedo lui, che sofferenza aver la certezza di non essere nulla piu di chi guardi con diffidenza, disprezzo o compassione. Che delusione,capire.

domenica 3 giugno 2012

Sospeso Certo di un'insicurezza Ma senza domande Deciso a ritrovare la strada di casa Percorrendo sentieri mai conosciuti. Il viaggio inizia così da un punto a caso nell'universo Senza direzioni Col vento forte Che soffia da dentro

venerdì 25 maggio 2012

Quanti sogni sbiaditi esistono nel mondo? Desideri inespressi che mai hanno visto la luce, vite mancate. Sfumature lievi di stati d'animo mai sfociati in felicità.
Cosa ci spinge a continuare, a voler vivere? E' una ricerca continua di qualcosa che non ci eleva, al contrario.. perchè sprecare energie limitate come le nostre?
Il tempo, eterno e onnipresente eppure così raro, un giorno si vendicherà con noi per questo spreco che facciamo di lui?

mercoledì 18 aprile 2012

Mentre pensavo all'ansia, occupato com'ero da una vita infinita, scrutai l'orizzonte.

Il tumulto di una tempesta lontana, sordo e profondo. 
Un rullo di tamburi simile al battito del proprio cuore sott'acqua.

"Si avvicina la pioggia", mi dissi.
Ma era il rumore della mia vita che passava, alla quale non degnai che un battito.

domenica 15 aprile 2012

attesa (prima versione)

Esisto tra le persone, in una dimensione che sta tra ciò che voglio e ciò che vorrei. Ormai familiare, la sensazione del vuoto, il silenzio che precede un boato tremendo, muto, pervade l'aria che respiro e ciò che ne definisce i confini. Come camminare a occhi chiusi, lentamente, aspettando la fine del terreno, l'abisso, o il volo.